DOVE SIAMO

Matteo Attruia, Agostino Bergamaschi, Paolo Brambilla, Boris Contarin, Antonio Guiotto, Francesco Piva, Paolo Pretolani e Penzo+Fiore.

da un’idea di Marina Bastianello e Alessio Vigni
a cura di Alessio Vigni

opening sabato 13 febbraio dalle ore 16.00 alle 18.30
negli spazi della marina bastianello gallery
dal 15 febbraio al 20 marzo 2021

Siamo lieti di presentarvi la seconda parte della mostra collettiva DOVE SIAMO a cura di Alessio Vigni.

marina bastianello gallery apre il 2021 con una mostra innovativa e coraggiosa, in cui la tecnologia digitale diventa uno strumento per parlare al mondo reale.
DOVE SIAMO è la prima mostra collettiva costituita da due momenti diversi.

La prima parte è costituita dalla video-mostra che viene trasmessa in loop, sia di giorno che di notte, sul ledwall della Hybride Tower di Mestre. Lo schermo è di 200 metri quadri installato a circa 80 metri di altezza e viene considerato una vera e propria finestra digitale, un prolungamento della galleria, tramite la quale gli artisti proveranno a ripristinare un dialogo diretto ed esplicito tra opera d’arte e fruitore andando ad occupare gli spazi della vita quotidiana con forza e visibilità.

La seconda parte è la mostra collettiva allestita all’interno della galleria, in cui troveranno spazio le declinazioni fisiche delle opere video trasmesse sul ledwall. In questo modo, sarà possibile osservare come uno stesso artista abbia lavorato in modo diverso nel passaggio tra l’aspetto digitale e quello materiale.

SCOPRI LA MOSTRA


Paolo Pretolani
Was it a bat I saw?
In girum imus nocte et consumimor igni
2021
olio su tela
120×120 cm

La struttura del labirinto unicursale, in particolare nella versione quadrata, è stata scelta in quanto è un segno che delinea un unico percorso involuto che, seppure lungo e complicato, non ha false piste, né possibilità di errore e può quindi essere considerato come un percorso “rituale”. 


Paolo Pretolani
They invoke my scarlet ritual to produce a Moonchild
2021
video HD, 10’’

Ironico e terribile, soggetto di funesti presagi, l’emblema è preso in prestito dalla cultura delle storie a fumetti di un noto supereroe. L’immagine del chirottero si è arricchita recentemente nella cultura di massa di ulteriori significati, tanto terrificanti quanto poco verificabili. Originariamente avente la doppia funzione di richiesta di aiuto ad una forza al di sopra delle leggi e delle capacità umane, per fronteggiare la corruzione e la criminalità, e simultaneamente di monito, producendo sgomento e terrore nella mente dei “codardi e superstiziosi” malavitosi di Gotham City, il simbolo moltiplica incessantemente i propri significati alla luce delle controverse teorie alla base delle diffusione dell’epidemia in corso, in cui vengono indicati i chirotteri come possibili vettori di trasmissione. 


Francesco Piva
Pulsar. Dub
2021
carta, inchiostro a pigmento su carte due fogli 50×30 cm

Due fogli ripropongono la dicotomia: il primo è bianco, il foglio senza alcun intervento, spento; il secondo invece è nero, ottenuto sovrapponendo due strati di inchiostro a pigmento, acceso. Si crea quindi un capovolgimento totale: se sullo schermo la parte attiva era rappresentata dalla colorazione bianca e la parte passiva da quella nera, sul foglio accade l’esatto contrario, evidenziando quanto la traduzione fisica dell’opera possa essere simile e allo stesso tempo opposta. Disposti a terra, in prossimità di una delle pareti dello spazio, aventi proporzioni vicine a quelle delle piastrelle del pavimento, i fogli che compongono l’opera esaltano il volume della galleria, dialogando con l’ambiente che la ospita.


Francesco Piva
Pulsar
2021
video 600×1200 px, muto, 10”

Una pulsazione di dieci secondi determina lo stato “spento/acceso” del supporto tecnologico utilizzato. Si tratta di un linguaggio binario elementare: spento/acceso, nero/bianco, negativo/positivo. Il titolo dell’opera funge anch’esso da doppio significante: da un lato descrive l’azione, così come avviene per le stelle Pulsar conosciute proprio per il loro esistere “pulsante”; dall’altro, letto nel dialetto locale, crea un rafforzamento relazionale opera/luogo.


Agostino Bergamaschi
Contemporaneamente
2017
ferro con intarsio in legno di pero, vetro, silicone
303x10x20 cm

L’opera ha un preciso sviluppo: la parte più scura, rappresentata dal freddo grigiore del ferro e allo stesso tempo dal tepore del legno sapientemente intarsiato, è l’inizio da cui tutto si genera. Da quei materiali naturali si sviluppa una leggerezza tersa: il vetro si muove liberamente, senza tradire la sua natura di liquido. L’opera si stende verso la parete, una forza non visibile tira a sé la materia vitrea, la estende fino al limite per modificare la sua natura e mutarla in silicone. L’energia si ricompatta nel suo punto finale, torna vetro e scompare per sempre verso l’oscurità creata dal punto di incontro delle due pareti. 


Agostino e Ambrogio Bergamaschi
Elkrek
2021
installazione video, 10’’

Il video presentato è parte di un progetto più ampio e strutturato che si articolerà tra sequenze video e installazioni scultoree, indagando e proponendo la narrazione che sta all’origine delle opere di Agostino Bergamaschi, pensate come dei veri e propri personaggi.
La trama si modula attorno a fatti realmente accaduti, fiabe, e leggende che si tramandano e fanno da sottofondo a ogni generazione. Con questi dieci secondi di video i due autori ci fanno solo immaginare una narrazione che dovrà essere messa in atto, lo spazio più grande è dedicata al non detto, a ciò che dovrà essere raccontato. 


Penzo+Fiore
Epica
2021
foto di Ilaria Salvagno
allestimento verticale di Vertical Waves Project
in collaborazione con C32 performingartworkspace

L’opera presenta un ritratto di famiglia sospeso, o di famiglia sospesa, una fisica impossibile in cui l’essere aggrappati e sospesi si confonde con il fluttuare. La figura maschile è protesa verso l’alto, verso il dopo, pur mantenendo lo sguardo al vero futuro, al bambino. La donna invece fa da base, non può essere ancorata alla terra ma è come se cercasse comunque di disegnare delle radici aeree, le uniche in grado di sopravvivere nell’incertezza dell’oggi. In mezzo il nuovo, la nascita, la promessa, ciò che deve, al di là di tutto e tutti, riuscire ad andare avanti. La fotografia, scattata da Ilaria Salvagno, presentata sulla Hybrid Tower di Mestre, è la medesima immagine che viene riproposta in galleria: questo ci permette di osservare le diverse percezioni dello spazio, ponendoci spettatori di una costruzione di nuovi significati che avviene davanti ai nostri occhi una volta all’interno della galleria. Cambiando il supporto sul quale ci viene mostrata questa immagine, passando quindi dall’aspetto digitale a quello materiale, le nostre percezioni sensoriali si modificano. 

Matteo Attruia
ARTE POVERA ARTE POVERA…
2020
gif in loop 9″

Matteo Attruia lascia libero il visitatore durante il suo personalissimo processo semantico. Un composto di casualità temporale e implicita consapevolezza di colui che osserva: è questa la chiave su cui si regge il significato dell’opera. Le immagini scorrono, così come le parole, significati diversi si alternano sullo sfondo dello schermo nero. Due parole semplici, note, usate: arte e povera, che combinate insieme danno luogo a significati diversi, forse opposti. In ordine alfabetico definiscono il più importante movimento artistico italiano, così conosciuto nel mondo da non dover essere tradotto nelle altre lingue. Composte diversamente, prima povera e poi arte, definiscono lo stato attuale delle cose.


Antonio Guiotto
Il grande complotto (dell’arte)
2021
carton gesso, carta da parati, legno e fotografia
100x70x5 cm

L’artista si immagina in modo ironico l’esistenza di un potere superiore che decide sul nostro destino, sia in termini globali che nel dettaglio, nel mondo dell’arte. Vediamo una parte di un muro con una classica carta da parati in vecchio stile e si nota l’alone in cui, presumibilmente, prima c’era un quadro, forse un dipinto che serviva a celare chi ci spia. Adesso il cospiratore non sa che il quadro non c’è più, è caduta quella barriera e finalmente possiamo accorgerci “dell’inganno”. L’opera è una riflessione sul mondo dei complottisti, che cercano di metterci in guardia su presunte cospirazioni, l’artista non essendo d’accordo con il pensiero che sta dietro a chi ci mette in guardia, vede il tutto in modo ridicolo e ironico. 


Matteo Attruia
SUCCESSO
2021
stampa lenticolare
30×40 cm
ed. di 50

Si tratta di una stampa lenticolare, una tecnologia in cui il materiale è usato per ottenere immagini che danno l’illusione della profondità, o che cambiano quando l’immagine viene vista da diversi angoli. È sufficiente un piccolo movimento, un impercettibile spostamento del corpo e l’opera muta, cambiando il suo messaggio. Due lettere compaiono e scompaiono in un loop senza fine, senza che si riesca a capire quale sia la verità per l’artista.


Boris Contarin
Torri
2021
stampa su tessuto
100x150cm

Quello a cui ci troviamo di fronte è un’istantanea della mente dell’artista, una fotografia del processo creativo con il quale è avvenuta la realizzazione dell’opera video Tower. Sul tessuto vediamo immortalate tutte quelle che sono state le fonti di ispirazione dell’artista, le suggestioni che egli ha raccolto. Nel paesaggio costruito dall’artista viene inserito un rettangolo di colore nero, una forma a noi nota, quel black mirror che ogni giorno teniamo nelle nostre mani, una delle porte con cui entriamo e usciamo nel mondo digitale. L’opera è un collage, un lavoro che potremmo definire di “Cubismo digitale”, un continuo intreccio di prospettive visive diverse. 


Boris Contarin
Tower
2021
video HD, intervento site specific, 10”

Tower è un video eseguito con un’inquadratura fissa che riprende la Hybrid Tower per un preciso lasso di tempo, registrando anche i cambiamenti del paesaggio che avvengono intorno. Allo stesso tempo, l’artista utilizza lo schermo del ledwall per inscenare una mise en abyme, una ripetizione della stessa immagine che sprofonda in un abisso infinto ed eterno. La Hybrid Tower diventa specchio di sé stessa e cade vittima di una riproduzione infinita della sua stessa immagine. Lo spettatore che osserva l’opera sospesa a più di ottanta metri di altezza ne rimane disorientato, ed entra, inconsapevolmente, in quel loop che i suoi occhi stanno osservando. 


Paolo Brambilla
Fatuo
2021
animazione 3D, colore, muto, 10”

In uno a schermo a terra, un agglomerato di materia ruota con movimenti circolari. Un materiale morbido e leggero, che sembra mosso da quella luce interna di cui non comprendiamo l’origine. Si tratta di Fatuo, opera di animazione 3D dell’artista Paolo Brambilla, il medesimo video proiettato sulla Hybrid Tower. Il titolo chiarisce subito la vera essenza dell’opera stessa: una breve scintilla, debole, persistente, il principio di qualcosa che timidamente si dischiude in una pallida luce notturna. Il moto perpetuo della materia, dalle caratteristiche simili a quelle di un panno, restituisce perfettamente l’idea generatrice di questa opera.

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