It is a Wonderful World


Gilbert Hage
Flash Art Sale Exhibition – prima tappa assoluta

9 – 10 – 11 settembre 2021
dalle 15.30 alle 19, alla presenza dell’artista

Una mostra d’eccezione, un progetto unico della durata di soli tre giorni promosso per sostenere il lavoro degli artisti che subiscono le conseguenze della profonda crisi economica del loro Paese, il Libano e che dopo questa prima e unica tappa in Italia continuerà in Libano, Portogallo e Francia.

Il 9, 10 e 11 settembre marina bastianello gallery ospiterà la prima tappa assoluta di It Is a Wonderful World e la prima di una serie di “Flash Art Sale Exhibition” – un po’ mostra, un po’ vendita lampo – di Gilbert Hage (Beirut, 1966), artista di fama internazionale che ha anche rappresentato il Libano al primo Padiglione nazionale alla Biennale Architettura del 2018: 217 fotografie Open Fine Art Edition Prints di dimensione 15×15, autografate dall’artista, saranno esposte e vendute esclusivamente durante i tre giorni di apertura a un prezzo simbolico di 100 euro. Hage sarà presente durante tutta l’esposizione.

Quella di Mestre è la prima tappa di un progetto che proseguirà poi a Beirut a fine settembre, a Lisbona a ottobre e a Parigi a novembre, e l’esposizione nello spazio di via Pascoli nasce da un’intuizione di Nora Zanella e dall’entusiasmo di Marina Bastianello, direttrice artistica e titolare della marina bastianello gallery, che ha accolto subito la proposta di ospitare la “flash sale”.

Dalla fine del 2019 il Libano sta affrontando una delle più gravi crisi economiche dell’era moderna, a cui si aggiungono la crisi siriana, l’instabilità politica, la pandemia da Covid-19 e l’esplosione nel porto di Beirut. Inoltre da ottobre 2019 i cittadini libanesi non hanno più accesso ai loro conti bancari.

La maggior parte delle foto è stata scattata con lo smartphone e le opere sono suddivise in 4 serie: Outdoors, Portraits, Flowers e Bodies. Nel progetto It Is a Wonderful World l’artista si interroga sull’azione fotografica e l’identità dell’autore stesso. Le immagini propongono un’intensità umana totalmente radicata nelle problematiche attuali, in cui i corpi sembrano essere cristallizzati. È così che Gilbert ci consegna il suo mondo, non un diario personale come una fotografia vernacolare al limite dell’ordinario, non ci sottopone ciò che viene catturato dal suo sguardo bensì immerge sé stesso in questo ‘ambiente-mondo’. La sua scelta di usare lo smartphone non è certo dovuta alla semplicità del mezzo, né per adottare l’estetica amatoriale o per catturare l’attenzione di tutti, bensì per immergersi completamente in un contesto del tutto diverso da quello abituale” scrive la curatrice e ricercatrice, nonché moglie del fotografo, Ghada Waked.

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