SULLA RETTA VIA

La Galleria Massimodeluca entra a far parte dell’area retail di M9

Dal 2 dicembre nuova sede e spazio espositivo nella Corte dell’Albero

La prima mostra sarà la personale di Filippo Berta Sulla retta via

Inaugurazione domenica 2 dicembre 2018 dalle 18 alle 20, fino al 30 gennaio 2019

La Galleria Massimodeluca entra a far parte del polo M9, il più grande museo multimediale del ‘900, inserito in un innovativo distretto di rigenerazione urbana del cuore di Mestre.

La sede della Massimodeluca all’interno del settore Cultura e Creatività dell’area retail di M9 sarà l’edificio con la grade vetrata affacciato direttamente sulla Corte dell’Albero, a pochi passi dall’entrata del Museo, e la galleria inaugurerà la stagione espositiva nel nuovo spazio con la mostra personale di Filippo Berta e la documentazione della performance Sulla retta via, realizzata nel 2014 (inaugurazione domenica 2 dicembre 2018 dalle 18 alle 20, fino al 30 gennaio 2019).

La galleria diretta da Marina Bastianello porta così a compimento un investimento iniziato nel 2012 consapevolmente sulla terraferma, che fin dall’inizio è stata scelta come sede strategica per lo sviluppo di un progetto di arte contemporanea dedicato alla promozione degli artisti emergenti.

Marina Bastianello spiega così le motivazioni alla base di questa scelta, motivata da obiettivi condivisi: “M9 è un progetto importante e ambizioso in cui credo, una grande scommessa per il rilancio culturale della città, e per me e la Massimodeluca è tempo di cogliere una nuova sfida sempre nel segno di Mestre. M9 è un progetto di impatto mediatico e che con la sua architettura all’avanguardia garantirà un forte riconoscimento, così come mi riconosco nella sua mission di essere un progetto pensato soprattutto per le nuove generazioni, di ambizione internazionale ma caratterizzato da una eccezionale territorialità”.

Passando alla mostra con cui la Massimodeluca avvia il proprio percorso in M9, Sulla retta via è un’azione che mostra una fila di persone in movimento lungo il bagnasciuga di una spiaggia deserta. Ciascuno è concentrato sui propri passi provando a seguire il labile confine definito dalle onde, che creano una effimera traccia in cui si congiungono gli elementi, acqua e terra, uniti e separati nello stesso momento: il tentativo dei singoli individui di comporre una linea perfetta sulla fila delle onde, è però un obiettivo che rimane irraggiungibile visto che la forma ricercata si spezza di continuo.

Questo stato di continua tensione sta al centro dell’analisi di Filippo Berta che indaga, tramite micro-narrazioni di performances messe in atto da persone comuni, quella particolare condizione umana che tra restrizioni, meccanismi e dinamiche della società svela un dualismo inconciliabile, qui rispecchiato – spiega Claudia Löffelholz nel testo critico redatto per la recente personale di Berta al MEF Museo Ettore Fico di Torino, durante Artissima – Evidenziando la tensione e l’abisso esistenziale che nasce sulla base di questo dualismo, con il lavoro di Filippo Berta ci si avvicina quindi alla ricerca delle cause e delle condizioni di queste mutazioni, ma anche all’individuazione di una natura profondamente umana”.

Come inoltre spiega Eugenio Viola “le tensioni umane sono il soggetto principale della ricerca di Berta, per questo motivo, fin dall’inizio della sua carriera artistica, ha centrato il suo lavoro su progetti collaborativi in cui l’individuo è mezzo d’espressione di se stesso. […] Ovviamente, questo tipo di operazione cambia il tradizionale concetto autoriale della performance, perché la paternità e l’autenticità non sono più legate insieme come nelle rappresentazioni “storiche” degli anni Settanta, ma sono trasferite (e rinegoziate) all’autenticità collettiva del cosiddetto “corpo sociale”.

Nello spazio di via Torino 105/q resterà aperta fino al 12 gennaio la personale Lalla Lussu, inaugurata lo scorso sabato 24 novembre.

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