VOYAGER

VOID

a cura di Marina Bastianello

vernissage venerdì 15 novembre 2019, ore 19-20.30

dal 16 novembre al 23 dicembre 2019

È la voce la protagonista di VOYAGER, a cura di Marina Bastianello (dal 16 novembre al 23 dicembre 2019, vernissage 15 novembre 2019 dalle 19 alle 20.30), mostra personale dei VOID, collettivo di arte visiva e sound art basato a Bruxelles (Belgio) che torna alla Galleria Massimodeluca dopo la partecipazione nel 2017 a Darsena Residency e la mostra finale Tigers in flip-flop (insieme a Marco Godinho).

La ricerca condotta dai VOID conduce principalmente alla realizzazione di installazioni tridimensionali in stretto dialogo con il contesto che occupano e sempre ancorate allo scorrere del tempo: nel caso di VOYAGER l’area di ricerca della voce è stata esplorata durante la loro recente residenza di 6 mesi all’International Studio & Curatorial Program di New York partendo dall’analisi dei dati incisi sui Golden Records.

Il 20 agosto 1977 ebbe inizio quella che ancora oggi viene considerata la missione esplorativa più visionaria di tutti i tempi: la sonda Voyager 2, seguita due settimane più tardi dalla gemella Voyager 1, viene spedita nello spazio. Oggi queste sonde rappresentano l’oggetto umano più distante che esista, e continuano il loro viaggio nello spazio interstellare ad una velocità di 17 chilometri al secondo.

Al loro interno, le sonde contengono dei dischi fonografici in oro, denominati Golden Records, sulla cui superficie è inciso un messaggio indirizzato a qualsiasi intelligenza extraterrestre in grado di decifrarla. La registrazione è costituita da immagini codificate e suoni (musica, voci, versi d’animale, macchine, il discordo del presidente degli Stati Uniti dell’America, etc..) che attestano la nostra esistenza sulla terra. Una piccola enciclopedia dell’umanità. Ne risulta una narrazione scientifica/culturale, nella forma di una moderna cosmogonia, di un mondo, quello degli esseri umani, che sembra avvicinarsi sempre più velocemente alla propria obsolescenza semi-programmata. I Golden Records potrebbero essere un giorno l’unica testimonianza dell’esistenza dell’umanità.

Intorno a questo progetto è stato generato un corpus di opere, ancora in fase di espansione, che utilizza, analizza e si appropria dei dati visivi e sonori incisi sui Golden Records, sulla base sia dell’interesse sociologico e della natura del processo stesso, che dei contenuti culturali che trasporta come spunto per riflessioni, scenari possibili e distopici.

La voce è stata una delle maggiori preoccupazioni delle prime registrazioni della storia. La parola come atto di determinazione, di presenza, di esistenza. E uno degli usi delle prime “talking machine” era proprio quello di registrare la voce di persone care per averne un ricordo dopo la loro morte. Partendo da questo spunto, e dal profondo interesse riguardo la storia della registrazione sonora, la voce umana, e la loro reciproca interazione, i VOID hanno realizzato una serie di sculture, delle moderne vanitas, in cui elementi come pietra e ossa si intrecciano al suono di “lamenti” e canti funerari, dove la voce è vibrazione tanto vivida quanto caduca.” spiega Marina Bastianello, direttore artistico della Massimodeluca e curatrice di VOYAGER. In mostra anche altre opere dal carattere scultoreo realizzate in materiale fonoassorbente e installazioni fotografiche.

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